Bestiario Diplomatico

Tratto – come suol dirsi – da una storia vera, “Bestiario Diplomatico” (Effepi Libri, febbraio 2015, prefazione di Lia Celi) racconta due quadrienni vissuti pericolosamente – il primo a Cipro, l’altro nel cuore dell’Africa australe – da un diplomatico molto sui generis poi auto-esodatosi per cercare di dar corpo al sogno di sempre: dedicarsi alla scrittura.

Concepito in forma di divertissement e all’insegna dell’aureo adagio castigat ridendo mores, è basato sulla rielaborazione di appunti raccolti dall’autore nel corso della sua “precedente incarnazione”, con la presunzione che gli episodi che l’hanno costellata (tanto grotteschi quanto rigorosamente veri fin nei dettagli) possano risultare coinvolgenti anche al di fuori della sua ristretta cerchia di amici e parenti.

A margine della descrizione – che agli occhi di un profano potrà apparire sbalorditiva e forse impietosa – di quel vero e proprio “universo parallelo” che è un’ambasciata e della candida vacuità dei suoi abitanti, sono presenti osservazioni di costume sui luoghi molto esotici in cui si ambientano le vicende e qualche riflessione finale su temi da nulla come gli effetti paradossali del trapianto della democrazia elettivo-rappresentativa nel Terzo Mondo o l’occupazione nella società contemporanea. Il tutto compreso nel prezzo di copertina, che sperabilmente dovrebbe pertanto risultare equo e per molti aspetti perfino solidale.

Il modo migliore per procurarsi il libro è quello di contattare direttamente la casa editrice all’indirizzo effepilibri@email.it. Specificando “Mi manda Valerio” nella causale del bonifico si riceverà uno sconto del 20%. La spedizione in Italia è gratuita; per l’estero le relative spese saranno conteggiate a parte. Questo è il link al sito. 

Chi preferisce usare la carta di credito può trovarlo anche sul sito della IBS (a questo link) oppure su altre librerie online.

Per recensioni e commenti: questo è il link su Anobii, e questa la pagina su Facebook

Qui la prefazione di Lia Celi

7 pensieri su “Bestiario Diplomatico

  1. Ciao Valerio, non credo che in questa tua seconda reincarnazione tu faccia solo lo scrittore, ma vorrei acquistare il tuo libro.Ho visto che non existe una versione e-book, saro’ a Roma solo 5 giorni all’inizio di noviembre. C’e’ una librería dove è sicuramente disponibile all’istante?

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    1. Cara Sophia,
      magari si potesse contare sulle librerie per la distribuzione! Se sei entrata, di recente, in una grossa libreria di qualsiasi città avrai notato che i libri esposti (e non dico nulla sulla loro qualità) sono riconducibili a 4, massimo 5 gruppi editoriali, mentre il resto delle più di 5.000 case editrici italiane si arrangia con la vendita online. Che tra l’altro non è poi un così cattivo affare: se contatti l’editore nel modo descritto in questa pagina, infatti, riceverai il libro in pochi giorni, con lo sconto del 20% e senza spese di spedizione (in Italia)!

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      1. grazie Valerio.perdona la mia profonda ignoranza in materia editoriale,ma perchè no in formato e-book? semplificherebbe la vita a gente come me e tu venderesti di più…8

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      2. Buongiorno Sophia! Non sei la prima a evidenziare questo punto dolente. Pur non avendo nulla contro le nuove tecnologie, tuttavia, sia l’editore sia il sottoscritto restiamo un po’ nostalgicamente affezionati al “cartaceo” e ancora piuttosto restii a tentare la via dell’e-book. Sono ben consapevole che il mondo stia andando in un’altra direzione, dunque vedrai che prima o poi anche noi “ultimi giapponesi” saremo costretti a cedere.

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  2. Bene, tolto or ora per l’ ultima volta il foglietto (ormai ovviamente liso) su cui entrambi i miei figli hanno scritto la loro prima parola, che uso sempre come segnalibro.
    L’ impressione finale conferma quanto ho scritto 3 settimane fa, a circa metà lettura: è un libro che richiede attenzione e concentrazione in misura uguale alla disponibilità di rivedere sè stessi e i propri processi mentali in merito al rapporto con il lavoro, i superiori, i sottoposti e i colleghi parallelamente alla gestione della propria vita privata, agli affetti che ne fanno parte e all’ oscillante (sigh!) collocazione del tutto nella personale scaletta delle priorità. Ci si rilassa, momentaneamente, durante le piacevoli descrizioni di personaggi, a dir poco singolari, e/o di situazioni inimmaginabili nella nostra moderna e avanzata Italia, de cui (cit. il Caciara), però, ci si appropria (o ci si affranca, a seconda dei casi) attraverso le modalità con cui Valerio decide, volta per volta, di affrontarle.
    Mi sono trovata ‘costretta’ a pormi più di una domanda, durante la lettura, sul mio modo di concepire, prima ancora del lavoro, il rapporto con gli altri e le loro debolezze o forze, le loro fragilità o asperità, le loro capacità o disagi. La ‘diplomazia’, per come viene comunemente intesa, non fa parte del mio dna eppure, dopo aver letto questo libro, posso permettermi di pensare che forse non è propriamente così, o non del tutto, o che non tutto è perduto. Perchè ho sempre pensato (sbagliando) che la diplomazia sia, in fondo, solo un paravento per l’ ipocrisia, un modo più carino di chiamarla. Ecco, questo libro mi ha offerto un modo per rivedere tale concetto: Valerio, nei suoi quasi 10 anni da diplomatico, può risultare tutto fuorchè ipocrita.
    Solo qualche parola sulle ultime pagine: senza voler ‘spoileare’ (tanto Valerio sa a cosa mi riferisco!), sono state un vero e proprio pugno nello stomaco perchè, si, ci ha preso in pieno; perchè inventarsi una vita diversa dal rassicurante tran-tran lavorativo, è davvero accettare una sfida, con sè stessi e contro le proprie paure.
    Concludendo, per usare frase nota che lui stesso usa alla fine “last but not least”: sono 572 pagine che valgono. Punto.

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    1. Grazie davvero. Anche se per moltissime persone sono aspetti che scoraggiano la lettura (essere ‘costretti’ a porsi più di una domanda?!? Accettare una sfida, con sé stessi e contro le proprie paure??? Ma che, scherziamo davvero?), mi ostinerò sempre a considerare quelli che hai elencato come dei pregi. Sentirmi dire che il “Bestiario” richiede una lettura attenta è per me un punto d’onore: non perché mi piaccia essere pesante (il mio obiettivo, anzi, è sempre stato quello opposto), ma perché credo che un minimo di sforzo sia sempre necessario quando ci si accosti a qualcosa che si prefigge lo scopo di non essere superficiale. Il mercato mi sembra traboccare già abbastanza di best-seller che – guarda caso – di sostanza ne hanno ben poca. 🙂

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